La solidarietà nei giorni del Coronavirus. Team bota Rimini!

Sapete perchè amo Rimini? NO, non è solo perchè ci sono nata e cresciuta: è per l’ARIA che si respira.

La Romagna è terra di giochi, di divertimento, di risate ma…. è anche tanto altro. E’ unione, è rimboccarsi le maniche, è fare rete. RETE, non è una parola difficile sono solo quattro lettere ma… sempre così complicato comprenderle.

Caro cittadino, ti regaliamo il nostro tempo“. Eccolo il messaggio di solidarietà scritto a chiare lettere su 3.000 cartoline che questa mattina tanti riminesi hanno trovato nella loro cassetta della posta.

Il mittente? Un gruppo di cinquanta ragazzi – volontari – del capoluogo romagnolo che hanno deciso di unire le loro forze per sostenere i loro concittadini, specie quelli più deboli, che vivono soli o i più anziani. Tenuti come tutti in questi giorni a rispettare l’appello a restare il più possibile in casa, ad evitare gli spostamenti e a delegare gli altri anche per andare a fare la spesa al supermercato, pur di non rischiare di essere contagiati.

O, in alternativa, a vedere scorrere in solitudine le loro giornate, perchè – si sa- la raccomandazione (giusta) è quella di limitare al massimo i contatti anche con i parenti, specie per i più anziani. Al motto di un’espressione felicemente nota – tin bota – che per l’occasione diventa “Team bota”. Stare insieme e fare insieme.

Il centro “catalizzatore” dell’iniziativa è il ristorante “Come stai? ” aperto di recente in Piazzetta San Martino, nel centro storico di Rimini. “Ma non è un’iniziativa commerciale – spiega uno dei titolari, Giorgio Matassoni – perchè ci sono tanti nostri amici. Siamo circa cinquanta, in gran parte giovani. Anche noi dobbiamo stare in casa ma abbiamo la possibilità di esporci quel tanto che basta per esempio per andare a fare la spesa per chi non se la sente. Anche se l’importante per noi è diffondere un messaggio di solidarietà, di serenità e ottimismo”.

Sulle cartoline – che i ragazzi – hanno lasciato nelle cassette postali questa notte, ci sono tre numeri di telefono. Sono quelli che i destinatari possono contattare per chiedere assistenza e in poche ore, di messaggi ne sono arrivati circa trenta.

“C’è chi ci ha chiesto una mascherina. Glene abbiamo regalata una con filtro – spiega Matassoni – un signore ci ha chiesto se potevamo andare a prendergli della frutta. E poi c’è anche qualcuno che ha semplicemente voluto conoscerci. Ovviamente rigorosamente al telefono”.

Non manca chi in queste momenti carichi di apprensione ha semplicemente cercato una sponda, un contatto con cui poter parlare. “Qualcuno ci ha chiesto se gli potevamo fare compagnia anche solo parlando. Lo abbiamo contatto, sempre la telefono, perchè come si sa le distanze vanno mantenute“.

A breve, spiegano i promotori dell’iniziativa – che è piaciuta anche all’assessore all’istruzione del Comune di Rimini Mattia Morolli –  partirà anche un campagna su Facebook. “Con un messaggio di positività, racchiuso nell’ashtag #teambota Rimini”.

 

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