Moreno Ianda e… il Suo “QUORE POP”

Come un romanzo avvincente, la vita di Moreno Ianda si arricchisce di un nuovo entusiasmante capitolo: Quore Pop a Quarrata. Un progetto innovativo nel comune toscano in provincia di Pistoia nato sulle basi di un ristorante aperto nel 2006 ma ripreso in mano totalmente da Moreno, ristoratore per eccellenza e per tradizione famigliare.

Nuove vite si aggiungono a quelle già coinvolte nel progetto. Al fianco di Ianda, infatti, entra un nuovo socio: Federico che apporta la sua esperienza, si occupa della sala e del bar, confermando una volta ancora il destino corale manifestato nel nome: Quore.

La Q di Quarrata sostituisce in maniera simpatica la classica C e l’aggettivo Pop a seguire, ci sta a pennello perché rispecchia l’anima popolare del luogo. Un ritrovo in cui sentirsi a casa.

Quore pop diventa una vera chicca Enogastronomica per il Paese. un vero e proprio distretto del gusto dove le persone, con la propria passione e la forza delle proprie idee, sono la linfa inesauribile che permette alla tradizione di stare sempre al passo coi tempi.
Un luogo unico dove la speranza e i sogni si realizzano nel gusto di ritrovare sapori autentici.

Il Ristorante Quore Pop riscrive la tradizione del territorio utilizzando come inchiostro tutta l’Italia: dalle Dolomiti al Mar mediterraneo. Coltivazioni, allevamenti, norcinerie nazionali legati a doppio cappio con i prodotti di affinamento locali. Ed è questa la loro nuova filosofia.

Il “Qore” business del ristorante risiede nell’innovazione. Moreno infatti, dopo un’attenta analisi con i suoi collaboratori, ha deciso (di due mesi in due mesi) di scrivere menù e carta vini, omaggiando una regione italiana e scegliendo quindi di utilizzare materie prime strettamente legate a quel territorio.

Ed è proprio nel suo locale che incontriamo il grande Moreno.

Si siede accanto a me…

Moreno, mi racconti la tua vita?

Oh Sara! Che domanda difficile! La storia della mia famiglia inizia da molto lontano (era il 1600 circa) e si è sempre intrecciata con le vicende della casa in cui si trova la locanda “La Bussola da Gino”, ristorante da sempre di famiglia in cui io sono nato e cresciuto. Inizialmente la mia famiglia possedeva una Macelleria, finché nel 1963 i miei genitori aprirono il ristorante e la locanda con poche camere da affittare alla gente di passaggio. Con il tempo, locanda e ristorante crescevano sempre più e nel 1984 me ne iniziai ad occupare io. In cinquant’anni di attività la Bussola é cresciuta, migliorata, cambiata, ha conosciuto clienti fedeli. 

Dopo qualche tempo, nella gestione, si é affiancata mia moglie Franca, e un’altra generazione con nostro figlio Edoardo. Tutt’oggi il menù cresce, si rinnova, si reinventa, sempre con un occhio attento per i prodotti locali, per la tradizione, per i “piatti del cuore”, per i presidi slow-food, per la qualità. Negli anni ’80 ho aperto anche un altro locale il CDD, Club del Diavolo proprio sul lago di famiglia. E’ iniziato tutto per scherzo, organizzando una festa con amici, e da lì non abbiamo più smesso.

Nel 2006 poi ebbi l’intuizione di aprire un locale a Quarrata insieme a tre amici: un luogo diverso, in cui si poteva degustare in una location contornata da librerie e divanetti. Il tutto si è poi trasformato in un brunch ma l’idea era troppo innovativa, la clientela del paese ancora non era pronta. Ci voleva del tempo. 

Ho così deciso di trasformarlo nel salotto del prosciutto. Avevamo tutti prodotti di ottima qualità: almeno 20/30 tipologie diverse di prosciutto. Tutto il menù ruotava intorno ad esso, che stava alla base. 

Poi purtroppo è venuta a mancare mia sorella, e per una serie di vicende famigliari, nel 2013, abbiamo deciso di darlo in gestione.

Ma il primo amore non si scorda mai… e a fine 2019 ho deciso di riprenderlo in mano io.

Dal nome Quore Pop, io e Federico, siamo partiti e ci siamo lanciati in questa bellissima avventura. I prodotti sono sia toscani, ma prevalentemente tocchiamo tutta Italia. La nostra Filosofia è diversa. La nostra cucina non è solo toscana ma vuole omaggiare tutta la nostra bella Italia. Due mesi in due mesi si sceglie una o al massimo due regioni e si propongono piatti tipici e vini locali. Un 20 % del menù (i piatti più richiesti) rimane sempre lo stesso, ma un 80 % cambia ogni 60 giorni circa. In realtà abbiamo osato un po’, inserendo nel menù un po’ di contaminazione internazionali come il raviolo cinese che viene direttamente da Ravioli Liù a Prato. Un altro passo in avanti è l’abbinamento cibo – cocktail che, ti assicuro, regala sorprese inaspettate: vere esplosioni di gusto. Una novità sarà anche il cocktail da asporto. Saranno inseriti in una bella scatolina, infiocchettata. Ci pensi quanto è carino arrivare ad una cena tra amici e portare qualcosa di diverso dal solito “Prosecco”?Ecco, questo sono io. Sono nato nella tradizione, ma cerco sempre innovazione. Ora però siediti, goditi la serata e a fine cena mi dirai se quello che ti ho raccontato fino ad ora è fantasia o storia vera….”

Sorrido, mi accomodo. La cena è ottima, il locale un vero sogno…curato in ogni minimo dettaglio.

E Moreno aveva proprio ragione… a “Quore Pop” non puoi che lasciarci il Cuore!

Sara Ferranti

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