Appello del Consigliere Walter Tripi: “Salviamo il Museo Marini”.

“Oggi, Lunedì, alle 14.30 tutti in Palazzo Comunale per chiedere al Sindaco di mantenere l’apertura del Museo Marino Marini, mettendo a disposizione le risorse necessarie e sostenendo i lavoratori.

Il Comune si assuma gli investimenti necessari immediatamente, già oggi, e non permettiamo che il Museo chiuda. Lo chiederemo in Consiglio comunale come minoranze: la vostra presenza darà forza a questa richiesta.” E’ questo l’appello accorato di Walter Tripi, Capogruppo del PD del Consiglio Comunale Pistoiese.

 

Walter, ci spieghi più nel dettaglio la questione del Museo Marino Marini?

Certamente, ma per farlo è d’obbligo tornare indietro di qualche mese.

La Fondazione Marino Marini è un ente Privato che dovrebbe far valere i lasciti testamentari di Marino e Marina, i quali tenevano particolarmente al contatto con Pistoia. Pertanto ha un proprio consiglio di amministrazione del quale, Alessandro Tomasi attuale Sindaco di Pistoia, fa parte in quanto i beni gestiti dalla Fondazione sono certamente di pubblico interesse.

La questione sulla quale si è destata perplessità è il fatto che, la Fondazione sono mesi che palesa il suo volere, ossia chiudere il Museo, probabilmente avendo anche dalla propria i dati che dicono che dopo Capitale della Cultura, il museo non è stato sufficientemente valorizzato dall’amministrazione comunale, e quindi vuole trasferire le opere di Marini al polo San Pancrazio di Firenze. La loro linea è sempre stata ferma e senza esitazioni, ma nonostante questo il Sindaco non ha mai portato a conoscenza il Consiglio Comunale di ciò che stava succedendo.”

 

E voi, come ne siete venuti a conoscenza?

Per strade traverse, passa parola, inoltre nel tempo sono arrivati i primi licenziamenti, la Fondazione non dava più fondi alla cooperativa per pagare gli stipendi.

 

Ieri è stato l’ultimo giorno di attività del Museo: cosa ne pensi e cosa vuoi proporre per snodare questa vicenda?

Penso che sia uno scandalo. Il Museo non può chiudere. Il palazzo in cui è sito è comunale per cui, se volesse, Tomasi ha le possibilità di mantenerlo aperto anche perché ,per ogni giorno in più in cui rimarrà chiuso, aumenteranno le difficoltà per renderlo nuovamente attivo, per non parlare poi della perdita di credibilità.

La minoranza sta combattendo in tutti i modi a sua disposizione per questa vicenda. Ciò che chiediamo al Sindaco è che vogliamo sia messo urgentemente all’ordine del giorno è che siano stanziati al più presto fondi comunali sia per mantenere aperto il Museo sia per dare sostegno economico ai dipendenti che ora non stanno ricevendo i loro compensi mensili.

Inoltre, chiediamo le dimissioni di Tomasi dalla Carica di Assessore alla Cultura. Credo sia proprio un ruolo che non gli si addice per diversi motivi: 1) l’ultima esposizione fatta al Museo risale al 2017 quando Pistoia è stata proclamata Capitale della Cultura da questo si può evincere che peso stiano dando alla Cultura Pistoiese;

2) Il Sindaco non può essere a conoscenza del volere della Fondazione di chiudere il Museo e non comunicarlo;

3) Il Primo Cittadino non può ricoprire il ruolo di Assessore alla Cultura, carica istituzionale molto importante per il benessere della Città, e farlo ad “avanza tempo.”

 

Avete chiesto anche la Convocazione di un Consiglio Comunale aperto, perchè?

Perché il Museo è un bene comune per l’intera popolazione e vogliamo che si tengano i riflettori ben puntati su questa situazione davvero assurda. Abbiamo chiesto la convocazione di un Consiglio Comunale aperto con la partecipazione di tutte le istituzioni politiche: Comune di Pistoia, Comune di Firenze, la Regione Toscana, la Sovraintendenza che rappresenta il Ministero.

La nostra disponibilità è quella di sviluppare la valorizzazione del Museo tramite la stesura di un progetto specifico: un polo dell’arte contemporanea che comprenda Firenze e Pistoia, lasciando però le opere di Marino nella nostra città.

Purtroppo ad oggi non ci è stata ancora comunicata una data precisa ma è nostra priorità fare in modo che avvenga il prima possibile perché è necessario che se ne parli apertamente ed è nostro dovere mettere a conoscenza la popolazione di ciò che sta succedendo.

Sara Ferranti

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