Bologna ha voglia di leggere: tutti in coda in libreria

Francesco, 20 anni, ieri mattina non ci ha pensato due volte a mettersi in fila pazientemente davanti alla libreria Ulisse in via degli Orti, anche se appartiene a quella generazione più abituata a frequentare le strade della rete. « Certo che potrei comprare on line – dice – ma sono qui per scelta. Non mi va di dare soldi alle multinazionali e questa è la mia libreria di quartiere: posti come questi rischiano di chiudere e non mi piace. Cerco un titolo che avevo ordinato e poi, già che ci sono, prendo qualcosa per mia mamma».
Con lui, davanti a quella vetrina che è stata chiusa per oltre un mese, altre dieci persone. E altrettante se ne contavano in fila da Ibs in piazza dei Martiri e da Ubik in via Irnerio. Le librerie che ieri hanno deciso di riaprire sono state salutate calorosamente dai bolognesi che non vedevano l’ora di rimettere le mani sui volumi di carta, seguendo le nuove regole: mascherine sul viso e una passata di gel sulle mani.
« Un po’ ce l’aspettavamo, questa fila, perché avevamo avuto molti riscontri nelle consegne a domicilio», spiega Annalisa Angelini che gestisce la Ulisse insieme al marito Gianluca Tugnoli, impegnatissimo con i clienti, alcuni decisamente over 65. «Non abbiamo avuto nessun dubbio a riaprire perché consideriamo i libri un bene essenziale, aiutano più di una pillola – aggiunge – C’è una tale fame di leggere che la maggior parte arraffa di tutto».
Già, perché anche i lettori più incalliti, quelli che hanno la pila di romanzi sul comodino, non hanno fatto i conti con una quarantena prolungata. Come Nadia, in fila da Ibs in piazza dei Martiri. «Sono emozionatissima di essere qui perché quando è iniziata la quarantena la prima cosa che mi sono chiesta è stata “ Avrò abbastanza da leggere?” – commenta – Ho provato a comprare on line ma non è la stessa cosa».
Ad accogliere i clienti, anche in questo caso ci sono disinfettanti e sorrisi nascosti dietro le mascherine. «Sta andando bene – spiega la responsabile, Enrica Piperno -. Stanno telefonando in tanti per sapere se siamo aperti e noi ci preoccupiamo di tenere sanificati i locali. Chi viene fa scorta».
Saracinesche alzate anche da Ubik, pur con qualche perplessità. « Non sappiamo ancora molto su questo virus ma qui prendiamo tutte le precauzioni – spiega una delle socie, Cinzia Argellani – Quando abbiamo aperto c’era la fila e nelle prime ore c’è stato un flusso continuo: mamme che comprano libri per i figli, lettori di romanzi, ragazzi che cercano classici per la scuola».
Proprio pensando a chi studia ha aperto la libreria Accursio, in via Oberdan, specializzata in libri di viaggio. « Ci sono studenti universitari che devono preparare gli esami e hanno bisogno di carte dell’Istituto geografico militare che non si trovano » , spiega il titolare Massimo Capitelli. O Nanni, in via de’ Musei, che offre anche best sellers scontati. «In zona ci siamo solo noi – spiega Nerio Nanni – Per il nostro settore, soprattutto se non fai parte di una grande catena, è sempre più difficile e questa apertura è un bel segnale».

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