In un borgo

Certe volte il vento è così gelido
che taglia la rabbia e la nebbia
con la forza di un bambino,
sul campanile il gallo gira ignaro
senza curarsi di chi lo spinge,

fischiano i vigili intorno alla piazza
spingono auto nelle vie incustodite,
nei locali affollati e fumanti
anziani malinconici lasciano le carte
è sera, rincasano lentamente
in mutuo cammino

Dentro una macchina al riparo
i giovani consumano ore e sigarette
guardano annoiati una ragazza,
luminosa meteora nei loro pensieri,
e così di una tutti s’innamorano.

D’inverno in questo borgo è lecito annoiarsi
la tivù regala cibi esotici e soldi facili
le mamme hanno mani infarinate
e baciano con gli occhi,
domani ancora si potrà spettegolare.

Nessuno qui rinuncia ai ricordi
il cuore viaggia negli occhi dei figli
che tornano a Natale.
L’istante è dolce, non fugge mai
e tempo ce ne per ogni cosa.

 

Giovanni Catania

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