Le parole silenziose e solitarie di Simone Piazzesi

44 anni, pistoiese, una profonda passione per la scrittura, intesa in tutte le sue declinazioni: Simone Piazzesi è un poeta, un musicista, un artista. Ed è, come ci tiene a precisare, “rigorosamente autodidatta”. Il suo ultimo libro edito s’intitola Solitario Silenzio – poesie e aforismi, ma non è certo il primo che Simone ha dato alle stampe. E’ possibile, nel marasma delle informazioni e delle parole che quotidianamente vengono riportate da più parti, trovare il silenzio per scrivere poesie? Ebbene, la risposta non è semplice. Nell’attesa di scoprirla, Simone Piazzesi ci ha concesso questa intervista.

Chi è Simone Piazzesi?

Sono nato a Pistoia 44 anni fa, ho preso una laurea in Lettere, ho fatto vari lavori (impiegato, venditore ambulante di dischi e libri, persino l’insegnante) e ho praticato varie forme artistiche, sempre rigorosamente da autodidatta: musica, scrittura, pittura. Ho all’attivo la pubblicazione di alcuni libri.-

Il tuo ultimo lavoro si intitola Solitario Silenzio – poesie e aforismi edito da Oltremodo Edizioni (2019). Ce ne vuoi parlare?

È una raccolta delle poesie scritte a partire dal 2008, ossia dal mio primo libro di versi, Il giorno che vidi il tuo volto, nonché di altre precedenti che all’epoca avevo scartato e che invece, rilette dopo tanti anni, mi son sembrate degne di pubblicazione. Si tratta di un libro composito in quanto a stile dato che, oltre alla sezione di poesie per così dire “serie”, se ne trova un’altra di versi ironico-giocosi. E infine gli aforismi. Il titolo del libro prende spunto da un’osservazione di Roberto Carifi nel corso di un’intervista che gli feci, riportata integralmente in appendice al libro: «Chi sceglie di fare il poeta sceglie la solitudine, altrimenti non potrebbe sentire le parole vere e distinguerle da quelle false di cui è pieno il mondo. Solitudine e silenzio sono gli elementi del poeta.»

Ma questo non è il tuo unico lavoro all’attivo. Da quanto tempo scrivi?

Da quando ero adolescente, forse anche prima, anche se ho cominciato a farlo con più attenzione a partire dai vent’anni. La prima pubblicazione è arrivata nel 2007 con un romanzo per ragazzi, Topo Oreste e la grande città, scritto appunto una decina d’anni prima. Poi è stata la volta del già citato Il giorno che vidi il tuo volto, altri libri con racconti per bambini e ragazzi, una silloge di racconti fantastici, una di noir e un romanzo contemporaneo ambientato a Pistoia: La percentuale di Montale. Chi fosse curioso può trovare tutti i dettagli sui miei lavori, letterari e non, sul sito www.simonepiazzesi.it

La poesia, però, non è il tuo unico interesse. Tu ti occupi di scrittura a 360°. Spiegaci nel dettaglio.

Sì, oltre alla scrittura narrativa e poetica ho sempre avuto anche la passione per la scrittura giornalistica, con alti e bassi, e quella più propriamente professionale, collaborando con un’agenzia pubblicitaria. Dal 2013 curo il blog La MELA Pistoia in cui tratto a 360° di eventi culturali in provincia.

Pistoia è una città relativamente piccola: c’è spazio per la poesia?

A giudicare dal numero di poeti in circolazione si direbbe di sì. Gli spazi ci sono, gli eventi si susseguono, anche se poi non è facile attrarre il pubblico.

Che cosa si potrebbe fare per tutti coloro che, come te, coltivano la passione per la letteratura in generale?

La risposta più scontata sarebbe: leggere i loro libri. E poi magari facilitarli nell’opera di promozione. Ci sono spazi, pochi per fortuna, che addirittura chiedono di essere pagati per ospitare una presentazione, o grandi librerie che non accettano libri di autori locali in conto deposito. Poi in vetrina ci troviamo sempre i soliti tre nomi presenti ovunque: tv, giornali, supermercati, uffici postali…

Irene Savasta

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